Addobbi, maschere e gadget per carnevale: sequestro di 500 mila prodotti della GdF

Maschere, cravatte, guanti, palline, decorazioni, stelle filanti, brillantini, addobbi, gadget per la festa di carnevale ma anche mazze in plastica, nonché parrucche e prodotti per la cura della persona: il detto non si smentisce mai e se a carnevale ogni scherzo vale, anche quello di immettere sul mercato prodotti potenzialmente pericolosi per la salute lo è. E invece no, perché è tutto vero. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli infatti, nell’ambito di un piano straordinario di controlli volti a contrastare la vendita di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute in vista del Carnevale, hanno sequestrato oltre 500 mila articoli non sicuri, privi di cioè di etichettatura conforme e, in alcuni casi, contraffatti. Le Fiamme Gialle hanno segnalato 35 persone alla locale Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo, ai fini dell’irrogazione delle previste sanzioni amministrative, per un massimo di 30.000 euro. Altre 19 sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie, a vario titolo, per i reati di contraffazione, frode in commercio e ricettazione. Tra i prodotti sequestrati figurano, come detto, maschere, cravatte, guanti, palline, decorazioni, stelle filanti, brillantini, addobbi, gadget per la festività e mazze in plastica, nonché parrucche e prodotti per la cura della persona. La merce, destinata in larga parte ai bambini, è stata individuata presso esercizi commerciali e magazzini a Napoli (tra i quartieri Chiaiano, Pianura, Fuorigrotta e Vomero, San Pietro a Patierno, Poggioreale e Zona industriale e ancora San Lorenzo, Vicaria, San Ferdinando e Mercato), nella zona nord della Provincia (comuni di Caivano e Casoria), est (Giugliano in Campania, Quarto e Qualiano), occidentale (Palma Campania, Nola e Sant’Anastasia) e oplontina (Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Gragnano, Sorrento e Vico Equense). La merce sequestrata, qualora immessa sul mercato, avrebbe potuto generare profitti illeciti per decine di migliaia di euro, mettendo a rischio la salute dei consumatori, per l’eventuale presenza di materiale nocivo. I provvedimenti in rassegna sono misure eseguite in fase di indagini, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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