Consuma campano: dazi, democrazia e la scelta di comprare locale
Gli effetti dei dazi USA, la fragilità dell’Europa e l’importanza di sostenere l’economia campana con scelte quotidiane
Non so esattamente quanto incida sull’economia italiana il nuovo sistema di dazi che gli USA ci impongono, di fatto unilateralmente.
Tutte le stime, poi, sembrano abbastanza aleatorie in ragione anche del confuso quadro di deroghe o presunte tali.
Se poi si sommano gli acquisti obbligatori di gas e derivati americani, il panorama diventa assai più imperscrutabile.
So, però, per certo che, senza deciderlo, senza quasi volerlo, senza una determinazione assunta, ma quasi di default, ormai da mesi guardo con diffidenza tutte le etichette di prodotti americani e sistematicamente ne escludo l’acquisto.
Mi accorgo che, settimana dopo settimana, a furia di ascoltare le intemerate del Presidente degli Stati Uniti, mi sono allontanato persino dalla piattaforma Amazon.
Nel 2023, 35 acquisti.
Nel 2024, 35 acquisti.
Nei primi 7 mesi del 2025: 5 acquisti.
L’ho deciso? L’ho scelto? Assai peggio: no.
Semplicemente provo una sorta di avversione nei confronti di tutto ciò che è yankee, avendo scoperto un volto degli Usa che ignoravo.
Non è più il Paese delle libertà, non è più l’interprete di un’autentica democrazia liberale. Si avvicina sempre più a un’autocrazia nazionalista, con derive autoritarie, aggressive e coloniali.
L’Europa ha dimostrato, se mai ve ne fosse bisogno, la sua totale fragilità.
Priva di una linea comune e quindi incapace di rappresentare un interlocutore univoco forte e capace di reagire. Ha subìto il maramaldeggiare di Trump senza capacità negoziale sul piano dei numeri e dei prodotti.
Ma la vera debolezza è politica.
Gli Usa sanno che l’Europa non ha – e non avrà – una linea univoca sul conflitto ucraino-russo e nemmeno su quello israelo-palestinese.
Un Paese, una nazione è tale se ha un territorio – e questa è l’unica cosa certa – se ha un esercito che lo difende, se ha una catena di comando definita, senza mille veti e pretese unanimistiche.
Soprattutto se ha un’identica idea di politica, di rapporti e di alleanze internazionali…
La consapevolezza della crisi dell’istituto europeo dovrà indurci a scelte coraggiose per costruire veramente gli Stati Uniti d’Europa, altrimenti di giorno in giorno lo sgretolarsi del sistema sociale, economico e politico renderà ineluttabile un amaro destino.
Intanto, se cominciassimo a consumare locale, male non faremmo:
– meno Mars e più merende locali
– meno Autan e più prodotti naturali
– meno Coca-Cola e più Chinotto
– meno T-bone e più porchetta di Ariccia
Se poi consumassimo campano, sarebbe pure meglio!

Politico – medico – scrittore
