Le mani della camorra sui ristoranti di Roma centro: in manette Angelo e Luigi Moccia |Il video

Afragola – Tredici persone arrestate per intestazione fittizia ed estorsione e sequestri per 4 milioni di euro: sono i risultati di un’operazione che da questa mattina ha visto impegnati i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale.
L’inchiesta
Tutto nasce dagli elementi acquisiti dai carabinieri tra gennaio 2017 e ottobre 2018. Un lavoro certosino che ha consentito di accertare che il clan Moccia ha reinvestito i capitali illeciti nel campo della ristorazione romana. Non solo. Sono state anche documentate le sequenze dell’estorsione che ha portato nelle tasche del cartello criminale 300.000 euro di tangenti. Nella morsa del racket gli imprenditori del settore della ristorazione che avevano ottenuto dal Tribunale di Roma la gestione di quattro locali del centro della Capitale tra Castel Sant’Angelo, Quirinale e Piazza Navona. I ristoranti erano stati al centro di un precedente sequestro per evasione fiscale nei confronti di un noto manager romano riconducibile al capoclan Angelo Moccia.
A favorire il business del clan una rete di imprenditori e faccendieri che hanno intestato fittiziamente aziende della ristorazione, beni mobili ed immobili tutti riconducibili ai Moccia.
Nelle maglie dell’inchiesta anche il figlio di un noto personaggio dello spettacolo che avrebbe ricevuto in prestito grosse somme così come accaduto per altri due imprenditori.
Cospicui il patrimonio sequestrato: si tratta di una società con sede legale a Roma, in zona Pantheon, che all’epoca dei fatti gestiva un ristorante aperto proprio lì e fittiziamente intestato ad una persona compiacente. Sigilli anche ad una società, con sede legale a Roma, in zona Castel Sant’Angelo, che all’epoca dei fatti gestiva un ristorante nelle vicinanze anche in quel caso intestato ad un prestanome in più un immobile di lusso ubicato a Roma, in via Filippo Civinini, riconducibile ad Angelo Moccia;
Sottratte anche tre autovetture riconducibili ad alcuni degli indagati.
Oltre ai Moccia sono finite in cella ed ai domiciliari altre persone: sono in tutto 13, di cui 8 in carcere e 5 ai domiciliari, indagate a vario titolo per i reati di estorsione e fittizia intestazione di beni con l’aggravante dal metodo mafioso oltre che per esercizio abusivo di attività creditizia.

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