Piatti e ricordi: la mela stregata

La Mela stregata è un dessert che racchiude il cuore, le passioni e le radici. La Mela stregata è il ricordo struggente e al tempo stesso gioioso che una nipote ha della nonna Santina di cui orgogliosamente ne porta il nome. E La Mela stregata non poteva non dare il nome a questo locale sorto in stanze che sono nella memoria del giornalismo napoletano, dove si andava a mangiare a metà giornata per riempire lo spazio che la lavorazione a piombo richiedeva per comporre i pezzi in tipografia che poi sarebbero finiti nel Mattino, nel Corriere di Napoli e su Sport Sud e Lo Sport del Mezzogiorno. Piatti semplici, “Sciue’, sciue’” che i giornalisti inviati celebravano poi nei loro racconti in tutta Italia. Un mondo fa ma sempre vivo nei nostri ricordi.

E ora c’è la Mela stregata, pronta a un dessert con pasta sfoglia, mela annurca Igp, crema pasticciera e amarene da cui prende il nome il ristorante-pizzeria di Antonio D’Ausilio e sua moglie Santa Di Mauro (creatrice del dessert e chef del ristorante) nato nel 2015 a Lusciano, in provincia di Caserta. A luglio 2020 La Mela Stregata ha raddoppiato aprendo a Napoli in zona Chiaia a pochi passi dal lungomare (in via Arcoleo, 21), nel tratto che va dal tunnel della Vittoria all’omonima piazza. Nel locale di Napoli lo chef è Salvatore Sacco, mentre in sala c’è Mateusz “Matteo” Jan Chciuk. 
Altro cavallo di battaglia dei due locali in aggiunta alla mela stregata è la zuppa di cozze realizzata con ingredienti tutti “made in Campania”. L’olio è un delizioso extravergine Fattoria L’Uliveto.


Nel periodo autunnale e invernale la zuppa di cozze viene sostituita dalla zuppa di pesce. I piatti più rappresentativi de La Mela Stregata sono baccalà agrumi, pepe rosa e mela annurca caramellata. Notevoli il mantecato e gli spaghetti al baccalà. La Mela Stregata chiude Il tempo del gusto intenerito
da vino e bollicine Telaro. Buon appetito

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