Antonio Limone è un eccellente veterinario e manager ma….

Sono in palese conflitto d’interesse: conosco e stimo il dottor Limone ed i suoi collaboratori, a cominciare dal dottor Cerino.

Si tratta di personalità eclettiche formatesi nella difficile trincea del complicato mondo bufalino campano ed alla guida dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Sono professionisti integerrimi abituati al “fare” e sono certo che hanno contribuito in modo determinante a difendere la Campania dalla invasione del Coronavirus.

Questo è un fatto. 

Altro è affidare la guida strategica e l’analisi di tutta la partita Covid in Campania ad uno o più veterinari piuttosto che, come si è fatto in ogni altra parte d’Italia e del mondo, ad epidemiologi, virologi, pneumologi, infettivologi o statistici medici: Anthony Fauci (immunologo), Massimo Galli (infettivologo), Fabrizio Pregliasco (virologo), Andrea Crisanti (microbiologo), Pierluigi Lopalco (epidemiologo)…

L’errore di Limone è stato quello di non aver saputo dire no, non riuscendo, quindi, a guidare un complicato processo che sfuggiva alle sue specifiche competenze e mal si coniugava con il curriculum scientifico pur poderoso nella scienza medica veterinaria. 

Se volete è stato un errore imperdonabile di generosità per non deludere il “padrone” e provare a rispondere, come si poteva, ad una domanda di salute crescente in quei difficili momenti della emergenza acuta.

L’errore di De Luca: prescindere dalla scienza, dalle competenze, dai valori e dagli istituti sanitari e clinici ad hoc deputati (il Cotugno con le sue eccellenze di virologi che ci vengono invidiati nel mondo, i policlinici fucina di straordinarie competenze cliniche e scientifiche).

Sì, la presunzione che intuito, procedure derogatorie e semplificazioni a rischio, sospetti appalti, possano far meglio delle cose ordinate, strutturate, definite.

All’emergenza si risponde con rapidità, non senza procedure e mai senza disegno strategico: anche l’emergenza deve avere le sue regole…

In cinque anni De Luca non ha attuato, né rinnovato il piano sanitario regionale contro le pandemie. Nulla di nulla. Poi, di fronte ai guai veri, la soluzione estemporanea è stata la comunicazione scoppiettante a suon di ordinanze farlocche e lanciafiamme, staff guidati da amici, consiglieri regionali, famigli ed estranei di passaggio da Santa Lucia magari pronti ad esser candidati in una delle tante liste variopinte e pittoresche!

Paolo Russo

Deputato al Parlamento, medico e scrittore

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