La pillola delle 16


Chi siete? Da dove venite? ….Non ci resta che piangere 

Certificazioni: non ci posso credere. Siamo alla quinta versione. Muta con la rapidità di un jet supersonico. Quale sarebbe la pretesa: ognuno dovrebbe avere un telefonino e sin qui ok, poi trovare una stampante con tutti i negozi e gli uffici chiusi. Stampare e poi compilare. E poi dopo due giorni ricominciare. Una sorta di gioco dell’oca del modello corretto.

Questi sono fakes

Istituita una task force anti fake news. Dal governo, presieduta da un sottosegretario. Domanda: ma le mascherine vanno messe o no? Ha ragione Borrelli che dice che lui non le mette e basta il distanziamento sociale o il presidente della regione Lombardia che obbliga tutti i lombardi ad indossarla?

Cosa ci dirà la task force su questo, qual è la fake news?

I tamponi vanno fatti o no? E soprattutto a chi?

Ha ragione Zaia che sta facendo una campagna importante o l’Istituto Superiore di Sanità che ne esclude l’utilizzo a tappeto. Qual è la fake news?

Si allenta il lockdown il 13 di aprile come dice Conte o il primo di maggio come dice Borrelli?

Ha ragione il ministro Lamorgese che consente ai piccoli di uscire a passeggiare coi genitori o il presidente De Luca che lo vieta ai campani?

Se Nardella, così si chiama il sottosegretario, non aveva altro da fare, poteva semplicemente dichiararsi in quarantena volontaria ed evitarci quest’altra messinscena degna delle peggiori imitazioni macchiettistiche del Minculpop.

Bastava un po’ di buonsenso e rispetto delle istituzioni, ma per quello non c’è un Ministero. Un governo o ce l’ha o non ce l’ha.

Paolo Russo

Deputato al Parlamento, medico e scrittore

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