Abbattuto Palazzo Fienga, simbolo del potere criminale di Torre Annunziata. Piantedosi: “il nuovo spazio s’intitoli a Giancarlo Siani”

A mezzogiorno i primi colpi assestati dagli escavatori ad alto sbraccio dell’Esercito Italiano tra acqua e polvere. A mezzogiorno comincia a sgretolarsi Palazzo Fienga, per anni simbolo del potere criminale a Torre Annunziata. Roccaforte del clan Gionta, uno dei simboli più oscuri della storia recente della città. Quello di cui parlava Giancarlo Siani quando aveva appena 23 anni ed era corrispondente de Il Mattino da Torre Annunziata. A Mezzogiorno sono cominciate le operazioni che porteranno all’abbattimento di un simbolo della criminalità, quella struttura diventata nel tempo il fortino della camorra “non tanto palazzo Fienga, ma palazzo Gionta”, come ha detto il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, che ha parlato, in riferimento a palazzo Criscuolo, sede del Comune, di “ombre, inerzie e continuità” alla presenza del sindaco Corrado Cuccurullo. Ombre nell’amministrazioni dunque nel giorno della svolta. Presenti i ministri Piantedosi e Salvini con i vertici dell’antimafia e il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. E poi i vertici delle forze dell’ordine e il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi. E presente anche Paolo Siani, che intimamente ha sperato “che attraverso i miei occhi mio fratello Giancarlo possa vedere tutto questo”. E’ proprio a Giancarlo Siani si auspica “venga intitolato questo spazio”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Dunque da simbolo del malaffare a nuovo spazio restituito alla collettività che apre una nuova fase fatta di legalità e sicurezza anche nel nome di Giancarlo. Un percorso che parte nel 2015, anno dello sgombero, con un progetto di riqualificazione. Il palazzo fu sgomberato dagli occupanti il 15 gennaio 2015 con una operazione che vide in campo circa 400 agenti delle Forze di Polizia. A settembre del 2017 è stato definitivamente confiscato ed assegnato alla gestione dell’ANBSC, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Prima la scelta della riqualificazione, poi quella  della demolizione durante la gestione commissariale. Oggi infine il progetto diventa realtà. Cade un simbolo del potere criminale di uno dei clan più potenti della provincia di Napoli. Si cancella un simbolo. Finisce un’epoca.

Nello Fontanella

Giornalista

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