Stretta sulla denominazione artigianale. Legge 34/2026, Romualdo Pettorino (CNA Orafi): la filiera artigiana, cuore pulsante del Made in Italy, va prima protetta e poi promossa.

Stretta sulla denominazione artigianale. Romualdo Pettorino (CNA Orafi): la filiera artigiana, cuore pulsante del Made in Italy, va prima protetta e poi promossa

Una stretta importante sulla cosiddetta ‘artigianalità finta’. Con la promulgazione della legge 11 marzo 2026, n. 34 , Legge annuale sulle piccole e medie imprese, entrata in vigore lo scorso 7 aprile, il Parlamento pone un freno alla denominazione dell’artigianato che di fatto diventa protetto da una sorta di scudo contro gli inganni nella filiera regina del made in Italy. La parola adesso passa al Governo, delegato per l’attuazione della “riforma dell’artigianato”. Innanzitutto un albo e poi la piena attuazione degli articoli 15 e 16 della legge, ovvero l’adozione di uno o più decreti legislativi per la modifica alla disciplina dell’artigianato al fine di “razionalizzare, riordinare e aggiornare la normativa  vigente di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, in attuazione  dell’articolo 45, secondo comma, della Costituzione” e “consentire l’utilizzo dei  riferimenti  all’artigianato  nello svolgimento di attivita’ promozionale,  pubblicitaria  e  di  vendita solo alle imprese iscritte all’albo delle imprese  artigiane”. Un riferimento più preciso infatti è quello riportato al successivo articolo 16 “nessuna impresa puo’ adottare, quale ditta o insegna o marchio o nella  promozione   dei   propri   prodotti   o   servizi   da   essa commercializzati, una  denominazione  in  cui  ricorrano  riferimenti all’artigianato e all’artigianalita’ dei prodotti e dei  servizi,  se essa non e’ iscritta all’albo”.

Insomma sarà sanzionato dalla nuova normativa l’utilizzo improprio o ingannevole dei termini “artigiano” “artigianato” e “artigianale”.  Termina quindi l’era delle ambiguità terminologiche su un comparto che. Ha numeri rilevanti.  Le imprese artigiane in Italia sono 1 milione e 250 mila e danno lavoro ad oltre 2 milioni e mezzo di addetti non considerando l’indotto. Sul versante abusivismo i dati parlano di oltre 850 mila realtà fuori regola che, con la nuova normativa dovrebbero svanire grazie all’obbligatorietà di rientrare in uno specifico albo di settore. Grande soddisfazione per il varo della legge giunge da CNA, i cui comparti dell’artigianato d’eccellenza sono sotto i riflettori internazionali. “Ora è essenziale assicurare controlli capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e soprattutto dei consumatori”, ha commentato il presidente, Dario Costantini. Commenti importanti giungono anche dal settore orafo, il fiore all’occhiello del made in Italy. “Finalmente il legislatore ha posto fine alla concorrenza sleale, determinando la vittoria  dell’autentica e dell’ eccellenza vera – commenta Romualdo Pettorino, presidente degli Orafi Campani di CNA. – anche noi orafi ci sentiamo protetti da questo scudo legale che rappresenta una tutela fondamentale per il nostro lavoro, per la manualità e creatività di tanti veri artigiani”. 

Il presidente Pettorino ha poi ricordato: “E’ anche grazie all’impegno di CNA che oggi abbiamo una nuova regolamentazione chiara e incisiva che, come sottolinea il nostro presidente Costantini, stabilisce un principio fondamentale: l’artigianato non è uno slogan, è un mestiere che va prima protetto e poi promosso”. “Non resta che promuovere l’aggregazione fra le imprese artigiane, rimodulando il contratto di rete al fine di migliorare la competitività e l’accesso a opportunità di commesse e finanziamenti che non potrebbero essere erogati a singole entità” – ha poi concluso il presidente Pettorino.

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