La fiducia a Conte e il paragone con la storia

Proverò a fare un po’ di chiarezza sulla crisi di governo e sul voto di fiducia del Parlamento.

La Carta Costituzionale, all’articolo 94, precisa che il voto di fiducia necessita del voto favorevole dei componenti delle singole camere.

Il governo è quindi salvo purché i voti favorevoli siano più di quelli contrari.

Il governo Conte ha ottenuto la fiducia di entrambi i rami del Parlamento,  assoluta alla Camera, relativa al Senato, fiducia apposta dalle forze di maggioranza sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.

Siamo di fronte ad un governo Conte ter? Assolutamente no! Siamo di fronte allo stesso governo Conte bis con due ministri dimissionari che, come puntualizzato dal Presidente del Consiglio, presto saranno sostituiti.

L’esecutivo è legittimato dunque nell’andare avanti? Certo che sì dal punto di vista strettamente costituzionale.

Altra cosa è la legittimazione politica: troppe volte è caduto un governo per le dimissioni di ministri o per l’azione di un partito che sosteneva quel governo.

È evidente, oserei dire superfluo, ricordare che in Parlamento, ancor di più in questi tempi difficili, serve una maggioranza ampia e robusta.

Viceversa abbiamo dovuto scoprire che il governo del nostro Paese è appeso ai desideri, ai sogni ed alle attese del senatore Ciampolillo di turno, al Var del Senato, a trame oscure e nebulose tra promesse e poltrone.

Il governo Conte bis riconfermato è palesemente più fragile, meno autorevole, più incerto e forse anche più livoroso.

Non credo che, in piena pandemia, per sostenere lo sforzo diuturno degli operatori sanitari nel contrasto alla malattia, per aiutare famiglie ed imprese ormai sul lastrico, possiamo permetterci il lusso di tanta debolezza.

Spregiudicato l’azzardo di Renzi e di Italia Viva, pericoloso ed egoista l’arrocco del Presidente del Consiglio.

Nel dicembre del 2011, era presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: Fini ed il suo Fli lasciarono la maggioranza. Il Governo chiese la fiducia e la ottenne (alla Camera 314 contro 311) eppure il Presidente Berlusconi nel suo straordinario amore per l’Italia si fece da parte evitando una contrapposizione muscolare e dannosa per il Paese.

Altri uomini, statisti!

Paolo Russo

Deputato al Parlamento, medico e scrittore

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