Coi vaccini si sta scherzando col fuoco

A più riprese ed unanimemente abbiamo gridato che la seconda ondata di questo temibile virus è stata affrontata nelle stesse incerte e precarie condizioni di impreparazione della prima.

Tutto come a Marzo, come ad Aprile, come se mai avessimo conosciuto l’insidia e la letalità di questo mostro invisibile.

Il risultato è stato imbarazzante con decine di migliaia di morti che si sommano a quelli della prima ondata facendoci avvicinare “pericolosamente” al record macabro di 100mila morti per Covid: il Paese al mondo col più alto numero di decessi per numero di abitanti.

Pensavo che tutto quanto accaduto, il rispetto per le tante vittime e le decine di migliaia di contagiati con gravi esiti, avesse indotto i responsabili della pianificazione e dell’organizzazione sanitaria a fare sul serio, a disegnare un modello funzionale di territorio efficiente in grado di prevenire, testare, tracciare e soprattutto “mettere a terra” un sistema organizzativo per il piano di vaccinazioni di massa.

Ahimè registro lo stesso andazzo.

In Campania mentre ci compiaciamo delle poche centinaia di vaccinati, ancor nulla si è fatto per reagire sui territori all’avanzata del virus e la misura proposta è sistematicamente sempre la stessa: zone rosse e chiusura, scuola a distanza ed economia in ginocchio.

Il commissario Arcuri stenta ad ottenere vaccini e nemmeno quei pochi vengono inoculati.

In nessuna organizzazione il capo non controlla l’intera filiera del sistema.

Solo in Italia si pretende che ci sia uno (Arcuri) che prenoti e compri i vaccini sulla base di indicazioni del Comitato tecnico scientifico, che poi si affidi ad un’azienda privata la Pfizer per la logistica del primo milione di vaccini, per poi passare la palla ai nostri militari che ovviamente rispondono ad un Generale Capo di Stato Maggiore per via gerarchica ed al Ministro della Difesa.

Ma non è finita la giostra: le dosi passano nelle mani delle Regioni dove i Presidenti in crisi di visibilità fanno di tutto per apparire piuttosto che fare.

Ancora chiedono più medici mentre proprio la legge di bilancio autorizza l’assunzione di oltre 15 mila operatori sanitari proprio per le vaccinazioni.

Le Regioni predispongono i capannoni ed attrezzano le palestre per accogliere chissà quando migliaia di cittadini pronti al vaccino, ma da Roma Arcuri progetta le “Primule” in piazze e ville comunali.

Cosa fare invece:  si vaccini subito tutto il personale sanitario , poi  le persone fragili per età o pluripatologie e quindi si affidi il servizio di vaccinazione in modalità non stop, 24 ore su 24, 7 giorni la settimana a strutture pubbliche o private che siano.

Ogni giorno di ritardo sono centinaia di vite umane che perdiamo: nessuno può consentirsi di fronte al tribunale della storia altre incertezze e colpevoli titubanze.

Sempre che i vaccini ci siano a sufficienza, ma questo è un altro problema…

Paolo Russo

Deputato al Parlamento, medico e scrittore

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