De Luca va aiutato, da solo non ce la fa!

Brutta pagina quella vissuta a Napoli: una legittima ed esasperata protesta di uomini e donne si è trasformata in una vera e proprio scena del terrore, guerriglia urbana e ribellismo camorristico.

Vi sono tante ragioni per scendere in piazza e protestare in modo vibrante contro quei decisori politici che, in questi mesi, hanno prediletto comparsate televisive e gag da commedianti ad azioni concrete e decisioni convincenti.

Il Governo nazionale è stato incapace di raggiungere e ristorare i milioni di lavoratori in cassa integrazione, le famiglie in difficoltà ed i piccoli imprenditori allo stremo.

Questi mesi, dopo il duro lockdown di marzo, son trascorsi nella pia illusione che il peggio fosse passato e pian pianino  fosse ritornata  una normalità fatta di teatrino ed inefficienze.

A nulla sono valsi gli appelli di taluni virologi che puntualizzavano in modo anche “fastidioso” che il virus era dietro l’angolo e che, con l’arrivo dell’autunno, se ci fossimo trovati impreparati, avrebbe fatto stragi.

Puntualmente sta accadendo.

In questi mesi avremmo dovuto rafforzare le strutture ospedaliere, dotandole di più adeguate attrezzature ed assumendo anestesisti, pneumologi, virologi, biologi e farmacisti, infermieri od operatori sanitari. Nulla di tutto questo è stato fatto.

Da febbraio ad oggi De Luca si è preoccupato di spostare i problemi in avanti perché non incrociassero la sua campagna elettorale e non mettessero a rischio la sua elezione.

In questa missione è riuscito perfettamente con misure di distrazione, alimentando la movida estiva perché si potesse intendere che tutto sarebbe andato per il meglio.

Ogni iniziativa ed azione era calibrata sulla fatidica data del 20 di settembre, ma intanto il virus circolava ovunque, si moltiplicava e la cabina di regia della regione si guardava bene dall’aumentare i tamponi per evitare di disturbare il “manovratore…”

All’ineffabile De Luca hanno spiegato, i suoi illuminati collaboratori, che tutti corrono al Cotugno perché vi è la troupe della Rai che ne amplifica il valore… e meno male che c’è quell’ospedale nel deserto campano.

Nessuno gli avrà detto che gli ospedali collassano e che i percorsi Covid e non Covid in quasi tutti gli ospedali sono misti ed intersecano continuamente addirittura i percorsi puliti e quelli sporchi.

Nessuno gli avrà riferito che i medici di famiglia ancora attendono i dispositivi di protezione individuale.

Nessuno gli avrà detto che già dal 1º di ottobre il sistema di tracciamento è saltato:

cittadini che attendono il tampone barricati a casa per giorni e giorni;

cittadini che hanno ricevuto la positività dell’esame pur non avendolo mai fatto;

cittadini che hanno ricevuto l’appuntamento per fare il tampone due ore dopo l’orario previsto dell’esame;

cittadini in attesa dell’esito dell’esame per dieci giorni;

cittadini i cui esami sono andati persi.

Insomma una babele di approssimazione e ruberie con laboratori privati che si arricchiscono per la incapacità del sistema pubblico di garantire un servizio essenziale.

Di fronte a questa improvvisazione il Presidente De Luca va aiutato.

Il Governo nazionale assuma subito un provvedimento di commissariamento-accompagnamento con la Sanità militare da una parte e la Protezione civile dall’altra perché assicurino ai cittadini campani decisioni frutto di approfondimenti scientifici e conseguenti azioni a tutela della loro salute.

Il governatore si impegni a ristorare imprenditori e famiglie evitando di lasciar solo chi è rimasto indietro.

Paolo Russo

Deputato al Parlamento, medico e scrittore

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